Politiche per la cultura e improvvisazione: il circo contemporaneo in Italia – Gigi Cristoforetti

Il circo contemporaneo è una disciplina ben definita o piuttosto un crossover?
Si caratterizza più per la capacità di usare lo spazio pubblico o di infrangere la routine delle sale teatrali?
Perché nel teatro e sotto lo chapiteau non troviamo lo stesso spettatore?
E perché i teatri cercano nuovi pubblici ma difficilmente programmano o producono il circo contemporaneo?
Che c’entrano animali e animalisti con la creazione artistica? E lo spettacolo dal vivo con quello viaggiante? L’impresa commerciale con la ricerca?
Per quale motivo l’artista circense con le sue attrezzature è escluso dalla modernità di Schengen e dalla normalità degli scambi di informazioni, autorizzazioni, certificazioni tra stato e stato, città e città?
Perché non è prevista l’esistenza dell’ artista da “piccolo”? Niente bandi, ma anche nessun sostegno o finanziamento a chi non è già “grande”, perlomeno nei numeri amministrativi e nella capacità di interlocuzione politica.
A quindici anni dalla sua comparsa “organizzata” in Italia e a trenta dalla sua affermazione sulla scena francofona, il circo contemporaneo suscita ancora domande e vive in mezzo a difficoltà e contraddizioni sorprendenti. Perciò ci proponiamo di abbozzare alcune risposte a queste e altre domande, sapendo già che alcune soluzioni non dipendono dalla lungimiranza dei relatori…

Gigi Cristoforetti è direttore di Torinodanza festival e responsabile artistico del progetto Corpi e Visioni. Tra le altre cose, in passato ha fondato e diretto la Festa Internazionale del Circo Contemporaneo a Brescia, e ha diretto il festival di circo Apripista, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.


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